Arte, Collezionismo e Antichità, Lo sapevate?

Appassionati di Stampe Antiche? Ecco gli incisori che hanno fatto la storia.

2 maggio 2015

Stampe, tavole, carte geografiche, marche tipografiche, cul de lampe, grottesche… Ecco il microcosmo che arricchisce il mondo della Carta Antica, dei nostri amati libri. Perchè nella cultura del bello, alla quale ovviamente il libro non si sottrae, l’uomo, l’artista, vuole arricchire con l’arte figurativa ogni oggetto destinato ad essere posseduto.

Ma ripercorriamo assieme un viaggio attraverso l’arte dell’incisione.

Il primo artista da menzionare è senz’altro Albrecht Dürer, incisore tedesco della fine del ‘400 che affinò la tecnica xilografica fino a regalarci capolavori eterni quali la Sacra Famiglia con Libellula, o il Meisterstiche, la più bella opera a bulino mai realizzata.

Il fiorentino Maso Finiguerra fu invece l’inventore, nel 1400, della tecnica calcografica del Bulino, mutuata dall’arte orafa e che trovò un’ampia diffusione nel ‘500 e nel ‘600.

Altro incisore a bulino da ricordare è Gilles Rousselet, figlio di un libraio parigino, che operò in Francia nel ‘600. Innumerevoli i suoi capolavori che adornano i frontespizi di libri pregiatissimi, e le sue opere gli valsero la qualifica di Incisore del Re, e lavorò quindi per il Re Sole. Fu in questo periodo che realizzò il suo capolavoro Le quattro Fatiche di Ercole di Guido Reni. Per ironia della sorte, mentre le sue opere ancora oggi ci possono riempire gli occhi, morirà cieco il 15 luglio 1686.

A Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il Parmigianino dobbiamo invece l’invenzione della tecnica dell’Acquaforte. Grazie alla sua passione per l’alchimia, l’artista sviluppò un nuovo metodo di incisione su metallo tramite l’acido nitrico, chiamato appunto acquaforte.

A questa tecnica si appassionarono vari artisti quali Agostino Carracci, il Veronese, il Correggio, il Canaletto, il Tiepolo, Rubens e Van Dyck, che hanno arricchito la nostra storia artistica dal ‘500 al ‘700.

Altro grande incisore fiammingo è senza dubbio Rembrandt, uno dei più grandi pittori della storia europea, che oltre al lavoro pittorico produsse nella seconda metà del ‘600 circa 400 incisioni, consacrando ad arte la tecnica dell’acquaforte.

Tra gli italiani settecenteschi più famosi una menzione particolare va all’architetto Giovanni Battista Piranesi, che percorrendo la strada aperta a Venezia dal Canaletto, produsse oltre 1000 lastre specializzandosi in vedute, e diventando così l’incisore più famoso in questo campo.

Termina qui questo piccolo viaggio attraverso la storia dell’incisione. Credo di aver menzionato tutti, e se mi fossi dimenticato di qualcuno, costui non me ne voglia.

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1 Commento

  • Reply Natalija 13 febbraio 2016 at 8:43

    Very interesting: many thakns, as ever. I’m reading a about de Gheyn at the mement, and will probably post a little something about him in a few weeks’ time. In outline, he started out as an engraver, but made the transition to become a successful painter of still-life scenes, and in particular flower-paintings: he was apparently one of the first Dutch artists along with Jan Bruegel the Elder to specialise in this genre. In contrast with his still-lives and natural-historical illustrations, he used fantastic imagery in many other of his drawings & paintings, and was in particular known for his depiction of witches

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