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Dalla Poesia erotica e d’amore al thriller de “il Portagioie”. Incontro con Alessandro Moschini

3 giugno 2015

Alessandro Moschini, classe 1969. Un’adolescenza vissuta a Montecatini, in Toscana, una terra di acque termali e grandi Alberghi demodé che contrastano con la realtà rurale fatta di olivi e pietre antiche in agguato giusto dietro l’angolo. E’ qui che Alessandro conosce la musica, che diventerà la sua compagna di vita e gli regalerà grandi soddisfazioni, come bassista e come compositore ed interprete.

E la sua sete di sapere, di esplorare mondi nuovi, lo porta nel 2010 a prendere una penna in mano da utilizzare come strumento per canalizzare i suoi pensieri più intimi e reconditi. E nasce “Le corde di Eros” ( Ed. LunaNera ® 2010 ), una silloge di poesia erotica/d’amore a cui l’Autore dà un seguito con “Il pentagramma di Venere” (Ed. LunaNera ® 2013), nuova silloge che lo vede vincitore del Concorso Nazionale di Poesia Edita “Libera…Mente” .

Alla fine del 2014 pubblica il suo primo romanzo giallo “il Portagioie” (Ed. LunaNera ® 2014).mosca

Ed è con questa nuova fatica che il tirocinio letterario compiuto rivela adesso frutti più maturi.
Il romanzo è costruito da brevi capitoli, nei quali, con un linguaggio essenziale, che non concede spazi a inutili indugi e divagazioni, l’autore narra una storia e lo fa in modo diretto.

Pochi e incisivi i personaggi, con ruoli inequivocabili e pochi i luoghi di ambientazione dei fatti: anche in tutto questo si nota una essenzialità di scelte “operative”, in cui Alessandro dimostra di saper puntare direttamente all’obiettivo prefissato.


Il versante narrativo scelto, nel quale si inserisce la storia, va in direzione del genere giallo, ma agli ingredienti tipici del genere – come per esempio la suspense e l’inchiesta poliziesca intorno al ritrovamento di un cadavere -, Alessandro ne introduce altri: l’amore di Claudio (il protagonista) e Jennifer, il rapporto di affetti, cure e attenzioni di Claudio verso il padre Adelmo e la sorella Sara, l’amicizia con Roberto e con Sky, un docile cagnolone tutto bianco, goloso di coccole e di biscotti ed infine il legame del protagonista con la propria madre Marta, legame per nulla affievolito nonostante gli anni passati dalla sua morte, che si manifesta anche attraverso quella reliquia, il portagioie ritrovato, che le era appartenuto. Quindi un ampio spettro narrativo e forse con note autobiografiche, in cui Alessandro rivela capacità e versatilità per mettersi in gioco.


La lettura del testo procede veloce, senza intoppi, quasi che l’Autore abbia voluto semplificare il compito al lettore, dato che il caso da risolvere risulta complesso e quando si perviene alla soluzione, questa sorprende alquanto così come sorprendono alquanto le modalità di approccio al caso, in cui l’ingrediente del paranormale – infatti il portagioie è l’oggetto misterioso che aiuterà il protagonista a risolvere la vicenda – diviene essenziale e funzionale.

Il Portagioie, così come gli altri lavori dell’Autore toscano, sono in vendita su Copernicum.

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