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Dante Alighieri compie 750 anni. Il mondo si inchina al Mistico Pellegrino

27 maggio 2015

Firenze,  maggio 1265. In una casa di pietra, all’ombra di una casa-torre, vede la luce un bimbo che diventerà uno dei più grandi poeti di tutti i tempi, Durante di Alighiero degli Alighieri, nel mondo Dante, il Sommo Poeta.

Nato da una importante famiglia fiorentina, di piccola nobiltà, percorse la formazione scolastica secondo i dettami tardo-medievali, cioè studiando sui testi latini di Cicerone e di Virgilio per apprendere i rudimenti linguistici del Trivio, e successivamente apprendere  le arti liberali: teologia, filosofia, fisica, astronomia. C’è poi chi lo volle studente a Bologna, chi a Parigi. Queste teorie non sono mai state confermate. Cosa certa è invece che Dante Alighieri abbracciò il nascente Dolce Stilnovo, diventandone il Padre indiscusso, e condizionando quindi il futuro modo di scrivere poesia, da quel momento fino all’avvento del Petrarca.

Ma il suo capolavoro più grande resta senz’altro la Divina Commedia, le cui cantiche sono studiate nelle scuole di tutto il mondo, ed è ritenuta une delle più grandi opere della letteratura di tutti i tempi.

L’opera è un viaggio immaginario attraverso i tre regni ultraterreni di Inferno, Purgatorio e Paradiso, che porterà il Mistico Pellegrino alla visione della Trinità. Dato il successo straordinario del poema, il dialetto toscano si affermò ovunque, e possiamo quindi affermare che la Divina Commedia contribuì in maniera determinante al suo consolidamento come lingua italiana.

La Divina Commedia si diffuse sin da subito in forma manoscritta, con varie appendici di commento al testo,  fino ad arrivare successivamente alla stampa. Le edizioni sono innumerevoli, così come le rappresentazioni teatrali, cinematografiche, fumettistiche. Noi di Copernicum vorremmo ricordare la Divina Commedia forse più conosciuta a livello popolare, quella con le illustrazioni di Gustave Dorè, che grazie alla sua arte ha potuto fissare in immagini eterne la visione del Sommo Poeta.

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E Dante, severo ed ammonitore davanti alla facciata della Basilica di Santa Croce a Firenze, potrà gioire all’inchino che il mondo quest’anno 2015 gli tributa, con festeggiamenti e celebrazioni che hanno avuto inizio come è giusto che fosse a Firenze, quella Firenze che ha visto i primi passi di un uomo destinato a divenire immortale.

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