Collezionismo e Antichità

Il Dono di Manuzio: L’Aldina

6 settembre 2014

Un brivido percorre la schiena del collezionista alla vista dell’inconfondibile marca tipografica di Aldo Manuzio, l’ancora con delfino e la scritta AL DVS. Così importante e ricercata da aver creato un neologismo che indica questi preziosi volumi: l’Aldina. Ma cos’è un’Aldina? L’aldina è un volume tipografico quattrocentesco o cinquecentesco creato a Venezia dallo stampatore e umanista Aldo Manuzio dal 1494 al 1515 da cui prende appunto il nome. Le edizioni aldine sono caratterizzate da importanti novità tipografiche che diffusero in tutta Europa un nuovo tipo di libro a stampa, introducendo il carattere italico e il formato in ottavi, diverso dai formati fino ad allora utilizzati, che semplificava maneggevolezza e portabilità.


Oggi le aldine sono considerate i precursori dei libri tascabili e sono tra i libri di maggior valore nella storia della stampa.
Fra le più celebri aldine si possono citare classici greci, latini e italiani, parecchi volumi rarissimi, come la Galeomyomachia del 1494 e un capolavoro di stampa quale il De Aetna di Pietro Bembo del 1495.

I prezzi variano come sempre in base alla rarità. Si parte da un minimo di €400 per arrivare fino a €30.000. Un grande collezionista di Aldine, tutte eccezionalmente in perfetto stato di conservazione, fu il Principe Trivulzio, la cui intera Biblioteca andò in dono alla Città di Milano nel 1935.

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