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Il Giornalino di Gian Burrasca… Nostalgia e ricordi in copertina verde.

7 febbraio 2016

E’ bellissimo, il mio mestiere.

Ogni giorno immerso in manoscritti e libri che provengono da epoche che possiamo soltanto immaginare…Carta torchiata in stamperie situate in vicoli maleodoranti, pergamene sapientemente miniate da amanuensi silenziosi che lavoravano alla luce di candele di sego.

Ma il mio mestiere ha un importantissimo rovescio della medaglia, che è il doversi sempre confrontare con il tempo che passa. Niente, se si pensa al Medioevo o al Rinascimento, sono troppo lontani… Ma il discorso cambia quando da una scatola di vecchi libri salvati dal macero vengo attratto da un angolo verde, stropicciato e consunto. Lo estraggo e mi trovo in mano il Giornalino di Gian Burrasca!

Ed ecco che i ricordi e la nostalgia mi assalgono, e mi rivedo bambino in quel quartiere popolare e antico di Firenze, con quel libro nuovo in mano di cui riesco ancora a ricordare l’odore. Ogni bambino toscano ( e non solo ) ha sognato con le avventure di Giannino Stoppani, ed ha corso con lui attraverso le strade di Firenze e di Roma, deprecando le sue continue marachelle e i disastri che combinava, ma idealizzandolo un po’ anche come “eroe”.

Il capolavoro di Luigi Bertelli, detto Vamba, esce tra il 1907 ed il 1908 a fascicoli sulle pagine del Giornalino della Domenica, pubblicazione per ragazzi fondata dal Bertelli che andò avanti fino al 1924, su cui scrissero anche autori del calibro di  Gabriele d’Annunzio, Giovanni Pascoli ed Edmondo De Amicis. Nel 1912 il racconto fu edito da Bemporad come libro: il successo fu immediato ed immenso, consolidandosi al punto che fu poi ristampato in varie edizioni, l’ultima delle quali nel 2014.
Le avventure di Gian Burrasca interessarono anche il mondo del cinema e della televisione e, oltre al film realizzato da Sergio Tofano nel 1943, impossibile non menzionare lo sceneggiato realizzato nel 1964 da Lina Werthmueller,  che vede una giovanissima Rita Pavone nei panni del monello fiorentino a cantare una hit che rimarrà per sempre nella storia della Canzone Italiana: la pappa con il pomodoro.

Eh si… Bellissimo mestiere il mio. Il libraio è anche un custode di ricordi, ma guai quando i ricordi sono i nostri… Guardo il mio schermo ipertecnologico, nella comodità del mio ufficio, ed intravedo un bambino che adorava leggere, con i pantaloni corti e le ginocchia, anzi “i ginocchi”, come diciamo qui in Toscana, costantemente sbucciati, in mano un libro dalla copertina verde con su un disegno un po’ infantile ed attorno una Firenze perduta per sempre…

Spengo il computer, apro il libro sgualcito che profuma di tempo… e ricordo.

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