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Insetti dannosi per i libri: cosa fare e come difendersi.

30 marzo 2016

Insetti e animali dannosi per i libri: cosa fare e come difendersi.

Sin dalla sua nascita, il libro non ha appassionato soltanto i lettori e gli studiosi, ma anche un vero e proprio esercito di parassiti che amano fare delle pagine dei nostri tesori cibo, rifugio e nursery.

Tralasciando i roditori, che chiunque tratti libri, riviste o giornali d’epoca purtroppo conosce, vorrei parlarvi oggi degli insetti divoratori dei libri, minuscoli e talvolta persino invisibili animaletti che compromettono spesso anche irrimediabilmente libri ed altro materiale cartaceo che custodiamo nelle nostre case.
Potendo scegliere, potrete essere certi che questi insetti preferiranno sicuramente non l’edizione patinata degli anni ’80, ma i libri più gelosamente custoditi, quelli con pregiate rilegature in pelle o pergamena, che teniamo negli scaffali per molto molto tempo senza essere toccati per paura di rovinarli. E per questo c’è un motivo: gli insetti bibliofagi infatti prediligono la cellulosa ben stagionata, i pellami più teneri e le colle “biologiche”, come quelle ottenute in tempi remoti dal carniccio, ossia dalla bollitura dei materiali organici di scarto delle concerie.




 

L'opera di distruzione degli insetti è stato fin dai tempi antichi considerato un vero e proprio flagello, e se oggi ormai i libri vengono conservati in ambienti e condizioni a prova di parassiti, in passato la strage di libri e documenti era tale che, ad esempio nel 1221 Federico II fu costretto ad emanare un editto che vietava l'utilizzo di carta per redigere gli atti pubblici.

Ma andiamo a conoscere questi buongustai, le parti a loro preferite e quali sono i principali nemici di archivi e biblioteche.

Le specie sinantrope che abitano gli anfratti bui e nascosti delle nostre case ed attendono il calare delle tenebre per poter banchettare con i nostri tesori di carta, sono circa una settantina, ma i più frequenti sono gli anobidi, i dermestidi, le termiti, i tisanuri e gli psocotteri. Nomi che fanno già correre un brivido lungo la schiena... Quasi tutti si cibano soltanto di alcune parti del libro, ma i danni che causano possono essere molto più estesi per effetto del rosicchiamento, del transito o dell'impupamento.

Il primato di nemico pubblico numero uno della carta viene equamente spartito tra il Tarlo del Legno (anobium punctatum), il Pesciolino d'Argento (lepisma saccharina) e il Pidocchio dei Libri (liposcelis divinatorius), e mentre il grillo domestico si ciba della colla delle rilegature, l'Anobio del Tabacco (lasioderma serricorne), adora nutrirsi non solo di carta e di colla, ma anche di pregiate rilegature in cuoio, pelle o pergamena.

Ma come fare per debellare questi predatori di libri e soprattutto, come prevenire il loro attacco?

Purtroppo quando ci accorgiamo che la nostra biblioteca è stata assalita da qualcuno di questi insetti è sempre troppo tardi, e l'unica speranza che abbiamo è che i nostri amati libri abbiano riportato meno danni possibili.




Vediamo adesso cosa fare per dare del filo da torcere ai divoratori di libri: sicuramente quello da NON fare assolutamente è irrorare i volumi di insetticidi vari, che possono rivelarsi ben più aggressivi degli insetti stessi, ma affidarsi a metodi meno cruenti e più “green”. Il pesciolino d'argento, ad esempio, potrà essere debellato utilizzando una patata grattugiata, del cui amido è ghiotto, ma che si rivelerà venefica facendolo morire. Tutti gli altri insetti sono invece molto sensibili alle essenze naturali, ed infatti il sistema indicato dalle maggiori guide specializzate è quello di utilizzare la canfora, sostanza però che debella non solo gli insetti ma anche gli umani, rendendo spesso i libri che vengono a contatto con questo elemento talmente profumati ed aromatizzati da togliere per sempre la gratificazione olfattiva per chi, come me, considera quasi erotico il profumo della carta cinquecentesca.

Per ovviare a questo problema, noi di Copernicum abbiamo realizzato un sacchettino di essenze completamente naturali, attingendo alla tradizione liutaia toscana, che soleva mettere del legno di cipresso accanto ai legni in stagionatura, per impedire l'aggressione di tarli ed altri agenti infestanti. Per coadiuvare l'azione del legno di cipresso, ridotto in scaglie a mano per massimizzarne l'emanazione di profumo, abbiamo aggiunto altri ingredienti antiparassitari naturali, ed il risultato si è dimostrato efficace, tanto da volerlo condividere con moltissimi bibliofili che, acquistatolo, ci hanno gratificato con i loro complimenti

(per avere ulteriori info sull'antitarlo naturale clicca qui).

sacchettino antitarlo

Considerato il mio lavoro, ogni giorno immerso in uno studio ricolmo di antichi manoscritti, provate a pensare quanto possa soffrire ogni volta che prendo in mano un documento che ha valicato i secoli per essere poi divorato da un insulso insetto che si fa beffe di contenuti e di storia, tanto da risultare illeggibile... Poi penso ai restauratori, altri attori di questo mondo fantastico che è il libro antico e penso che, come per tutto, l'essere amico o nemico è sempre un punto di vista...

...Scherzando, ovviamente!

Stefano Fortunati
Libraio Antiquario

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