Arte, Collezionismo e Antichità

La pergamena: pregiata rilegatura per i libri oggi come ieri

19 maggio 2016
rilegature in pergamena copernicum

Rilegature in pergamena: storia e curiosità.

Dite la verità… A chi non viene un tuffo al cuore nel vedere alcune pregiate rilegature in pergamena sul banco di un mercatino? La pergamena è solitamente per i collezionisti sinonimo di preziosità, e si centuplica quindi la possibilità di trovare sotto a quel materiale un vero e proprio piccolo tesoro.

Ma cos’è la pergamena? L’origine della pergamena, detta anche cartapecora o carta pecudina, risale al II secolo a.C., dove nella città di Pergamo fu iniziato ad essere usato questo supporto scrittorio in sostituzione al papiro, in seguito all’interruzione dell’esportazione del papiro da parte dell’Egitto. Tanta era la rivalità tra le Biblioteche di Pergamo e quella di Alessandria che il Re di Pergamo Eumene II reagì iniziando a ricavare la pergamena dalla lavorazione delle pelli.

 

 


 

La pergamena si ottiene, oggi come allora, dalla pelle di animale, solitamente vitello o pecora, non conciata ed essiccata. Mentre oggi la lavorazione, effettuata soprattutto in Turchia, si avvale di metodi più moderni, sono molte le ricette medievali giunte fino a noi. Esse prevedevano un bagno in calce, la depilazione per mezzo di una lama non tagliente, ed il montaggio successivo su di un telaio con tiranti per l’essiccazione. La pelle veniva successivamente levigata con pietra pomice per renderla più levigata e simile nelle due parti. La pergamena fu usata come supporto scrittorio fino al XIII secolo, quando l’avvento della carta iniziò a diradarne l’utilizzo. Gli atti ufficiali di Regnanti e Pontefici venivano comunque sempre redatti su questo pregiato materiale. Per motivi economici, nel Medio Evo prese campo la pessima abitudine di eradere gli scritti per riutilizzare i supporti dopo opportuni trattamenti, come nel celebre caso dei codici palinsesti.

Ed il Vellum? Questa parola latina, derivante da vitulinum ( vitellino) sta ad indicare quel tipo di pergamena bianchissima, ottenuta da vitelli nati morti o da feti. Viste le piccole dimensioni e la difficoltà di reperibilità, era quella più rara e costosa. Non per niente la produzione era solitamente riservata all’utilizzo per la scrittura delle Bolle Pontificie.

Nel Rinascimento, vista la difficoltà di reperimento ed il prezzo di questo materiale, venendosi a formare la moda di impreziosire i libri con rilegature in pergamena, furono spesso usati pezzi di antichi manoscritti e antifonari per ricavare materiale per legatura. Anche oggi non è insolito, purtroppo, scoprire che la cinquecentina appena acquistata fu rilegata con un manoscritto del ‘200. Ma anche questo fa parte del magico mondo dei libri!

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