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Dalla più raccapricciante alla più costosa… Rilegature, che passione!

27 settembre 2015
Tipi di rilegatura libri

Rilegature, che passione!

Ogni bibliofilo che si rispetti, sbirciando su una bancarella di libri vecchi, prova un tuffo al cuore scorgendo un libro coperto di cartapecora ingiallita, o qualche impressione in oro sbiadita dai secoli tra i nervi di un dorso… Ed è automatica la corsa ad aprire la rilegatura che, come uno scrigno, può spesso rivelare un tesoro.

La rilegatura sembra essere nata in India nel I sec. d.C., dove i sutra religiosi, scritti su fogli di palma, venivano legati con lunghi spaghi e chiusi con delle tavolette di legno. In occidente invece le prime legature si ebbero solo dal V sec. d.C., dove si iniziò a cucire con corde resistenti e legacci i fogli di pergamena piegata, chiudendoli poi tra tavole in legno coperte di cuoio.

La più antica legatura ancora oggi conservata è quella che avvolge l’evangelario di Stonyhurst. Si tratta di un manoscritto in pergamena cucito su catenelle con coperta in cuoio scuro decorata con motivi spiraliformi, di piccole dimensioni, databile attorno al VII sec. d.C. Il manoscritto, appartenuto a St. Cuthbert, fu scoperto nel 1104 all’apertura della sua tomba.

I librai distinsero la loro opera tra la legatura editoriale e la legatura pregiata, creando spesso dei capolavori unici nel loro genere e di enorme valore. La crescente alfabetizzazione avuta dal XVI secolo in poi a seguito della diffusione della stampa, portò purtroppo i legatori a dover massimizzare ed abbandonare quindi sempre più la parte artistica della rilegatoria per dare spazio ad un prodotto più seriale. Nonostante ciò, il primo vero e proprio manuale sulla tecnica di rilegatoria si ha solo nel 1771, quando Dudin espone razionalmente le tecniche di questa arte nel suo “L’Art du relieur doreur de livres“.

Ma quali sono le rilegature più belle o bizzarre mai realizzate?

Una delle rilegature più belle ed inusuali mai realizzate è senz’altro quella dell’Oiseau Bleu di Maeterlinck, realizzata in avorio e pelle di vitello, il cui valore è di decine di migliaia di euro.

Ma il libro con la rilegatura più pregiata mai realizzato fu senz’altro il Rubáiyát rilegato da Sangorski & Sutcliffe, realizzata in argento e pietre preziose e raffigurante un pavone con la ruota aperta sul piatto anteriore. E’ stato battuto da Christie’s nel 2012 alla modesta cifra di $43.750!

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Oltre a tutti i tipi di pelle animale utilizzata per la rilegatura di libri, dal serpente al pesce, dal rinoceronte al vitellino, non possiamo non accennare ad un altro tipo di pelle, molto comune ma tabù: la pelle umana.

Tralasciando il Necronomicon, lo pseudobiblion che da sempre viaggia tra realtà e fantasia, che si narra rilegato in pelle umana, questo materiale sembra sia stato utilizzato più e più volte per la rilegatura. Testimone ne è la scoperta nella biblioteca di Harvard dei “Destini dell’Anima”, scritto dal poeta francese Houssayeé, e pubblicato nel 1880. Il poeta, regalandolo ad un amico, pare che abbia detto che “un libro sull’anima umana merita senz’altro una copertura umana”…. Hannibal Lecter docet!

 

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