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Scrivere è un’occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza. Parola di Stephen King

8 marzo 2015

revival

Scrivere è un’occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza… Lo dice Stephen King, lo scrittore che dalla seconda metà del secolo scorso ha scritto circa 60 opere, vendendo oltre 400 milioni di copie in tutto il mondo. E il prossimo 17 marzo sarà di nuovo in Libreria in Italia con la sua ultima fatica: Revival.

Questa nuova fatica, uscita a novembre negli USA, compare a quarant’anni esatti dalla pubblicazione del suo primo romanzo, Carrie, avvenuta nel 1974, che sancisce l’inizio di una fortunatissima carriera che consacra l’Autore americano nel Gotha dei Grandi Autori del ‘900 per la cultura popolare. E Stephen King non è un autore da mezze misure, o lo si ama o lo si odia. Si può infatti restare sconvolti od estasiati dal suo stile narrativo graffiante, crudo, a tratti volgare e blasfemo. Io faccio parte della prima schiera, uno dei milioni di lettori che si sono lasciati una volta catturare dal suo mondo e non  lo hanno più abbandonato. E nella mia biblioteca i suoi libri, dal primo all’ultimo, fanno buona mostra di sé e credetemi, non hanno neanche un granello di polvere.

Il mio incontro con Stephen King avvenne nel 1985, quando acquistai una copia dell’Ombra dello Scorpione, un romanzo recentemente trasposto in edizione cinematografica, che mi appassionò così tanto che ricordo che lo leggevo in auto alle soste ai semafori durante il tragitto per il lavoro. Ed i romanzi di Stephen King sono un’ottima porta per evadere dal mio mondo fatto di libri antichi e manoscritti segnati del tempo, permettendomi così di lasciare scritti di Papi e Regnanti del passato, per camminare con Roland di Gilead attraverso le Terre Desolate alla ricerca della mia Torre Nera.

Stefano Fortunati – Libraio Antiquario

 

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